Qualche tempo fa, ma ogni tanto mi capita ancora di rischiare di cascarci, ho avuto un periodo di blocco creativo, per quanto mi sforzassi di disegnare nulla di quello che facevo mi piaceva. Era un periodo in cui seguivo molte persone che si occupano di divulgazione e attivismo, che parlavano di temi per me importanti come parità di genere, body positivity ed ecologia. Stimo molto chi riesce a fare quel tipo di lavoro, chi riesce ad esporsi per ciò in cui crede e quindi mi dicevo “beh ma io posso farlo disegnando!”.
Cose semplici: fare disegni che cambiano il mondo.
Avevo deciso che avrei disegnato temi importanti, diffuso le cause che amavo, cambiato le persone con quello che disegnavo, cambiato un po’ il mondo. Insomma una cosa da poco. Quindi prendevo carta e matita e mi sforzavo di far uscire idee brillanti e geniali, invece uscivano solo scarabocchi. Mi fermavo e guardavo il lavoro di artisti e illustratori che invece ci riuscivano, volevo essere come loro, li invidiavo anche un po’, quindi ci riprovavo e niente…sempre scarabocchi.
Magari mi veniva voglia di disegnare qualcosa di sciocco, di divertente o semplicemente di carino ma mi sentivo quasi in colpa, perché io DOVEVO disegnare cose importanti, avevo deciso che sarei stata quel tipo di persona. Fare altro sarebbe stato uno spreco di tempo, spazio, carta quindi oltre ad essere incapace stavo pure contribuendo alla deforestazione, ero un mostro! Ovviamente la cosa stava diventando frustrante.
Credo che questa cosa sia la definizione di ansia da prestazione.
Non siamo quello che non siamo.
Dopo un po’ mi sono resa conto che disegnare mi mancava e mi sono chiesta perché mi piacesse farlo in primo luogo. Io adoro quella sensazione di leggerezza, quasi disconnessione con la realtà, che si ha quando si sta disegnando e si è concentrati. È qualcosa che faccio da quando sono bambina.
Quindi mi sono chiesta: disegnare cose leggere è tanto grave se mi rende contenta? Devo per forza essere bravissima e impegnata? Sono quel tipo di persona?
Essere felici è meglio che essere perfetti.
La risposta è no, ovviamente, anzi per quel che mi riguarda credo che spesso sia necessario essere felici per potersi impegnare nelle cause che ci stanno a cuore. Io non sono quel tipo di artista, non mi escono idee geniali una dietro l’altra. E non è qualcosa per cui basta lo sforzo, non puoi sforzarti di essere un genio, o ci nasci o studi abbastanza da diventare geniale.
Quindi ho ripreso la matita e cominciato a disegnare quello che mi andava, che per me sono tantissime piante e animali, ho ricominciato a divertirmi, e questo mi permette di guardare al lavoro di artistə e attivistə con stima e senza invidia, di essere una persona più felice direi che non è cosa da poco e infondo se al mondo fossimo tutti più felici avremmo molti meno problemi. Quindi forse poco poco il mondo lo cambio comunque.
Come mi sblocco?
A chi come me è bloccatə consiglio di fermarsi se serve, cercare di ascoltarsi davvero, chiedere aiuto se non si riesce da soli (la terapia non fa mai male), capire cosa lə fa stare bene (per me è muovere le mani) e ricominciare dalle cose semplici come riempire il foglio di oggetti (personalmente consiglio la frutta) oppure provare un nuovo medium: collage, xilografia, dripping, acquarello…sapendo che probabilmente, ne uscirà un orrore ma l’importante è divertirsi e ricentrarsi con sé stessi e con quello che una volta ci faceva stare bene.

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